
arriviamo tutti in mtb alla stazione di prato,direttamente in biglietteria,io ,il secco il cangia e gianni,non sembrava di essere a prato,neanche dopo essere saliti sul treno,vista tanta popolazione di cinesi in giro,ma di essere sull'orientexpress,va bhe dicono e' il progresso ma a me non sembra,comunque il nostro viaggio dura poco e scendiamo alla stazione di vernio,dove inforcate le nostre bike si sale subito verso le alpe di cavarzano,quasi 1000mt di dislivello tutti in un botto senza fiatare,a parte le chiacchere con un locals che scherzando gli lascia andare un pugno sulla spalla al secco che lo rintrona ancora di piu',e dopo questa botta gli racconta di essere basso il pro.........una delle piu' grandi bugie del secco pèenso,e l'ometto quasi ci crede,o fa finta e ci prende in giro.la salita tira sempre fino alle alpe di cavarzano,dove respiriamo un po'.po dopo il monte "la scoperta"si comincia a entrare in un sentiero stretto immerso nellafaggeta bellissima,alcune volte si apre e possiamo ammirare il paesaggio circostante,anche una prateria ci appare all'improvviso circondata da abeti,anche questo e' appennino,ma
subito ci rientriamo nelle faggete,ci sono dei punti da spingere a pedi,ma le discese dopo ci faranno dimenticare la fatica in pochi secondi,di cui alcune molto tecniche,specie se fatte senza protezioni,dato che avevamo ridotto al minimo il necessario causa il kilometraggio e il percorso mai effettuato prima magari nascondesse una inaspettata durezza.arrivati al pacini siamo belli stanchi,ma un piatto di tortelli al ragu fatti incasa ci risolleva le mebra stanche.ripartiamo verso il faggione di logomano,un vecchio faggio di dimensioni notevoli,la strada dopo per alcuni km e' tutta scorrevole,dopo














